Game Over
Ego, soldi e pixel. Le storie sporche dell’industria dei videogiochi
di Paolo Giulio Gazzano
Atari, Sega, Nintendo, PlayStation: guerre aziendali, ego smisurati e decisioni prese per orgoglio nei trent’anni che hanno fatto il gaming.
Dove acquistare
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Guida alla lettura
Trenta capitoli, trenta storie vere dell’industria dei videogiochi, in ordine grosso modo cronologico: dalla nascita di Pong nel 1972 alle guerre tra console degli anni Duemila. Ogni capitolo è autonomo e ruota attorno a una persona e a una decisione: Wozniak e Breakout, Jack Tramiel e il Commodore 64, Miyamoto e Donkey Kong, il crollo del mercato nel 1983, Tetris, Gunpei Yokoi e il Game Boy, Sega contro Nintendo, Carmack e Romero, Winning Eleven, Sony e PlayStation, fino a Dreamcast, Xbox e PlayStation 3.
Il registro è giornalistico e narrativo: un attacco secco, il ritratto del protagonista, la scelta o l’errore, le cifre e le conseguenze. È scritto per chi è cresciuto con queste macchine, ma l’autore precisa che le storie funzionano anche «per chi non ha mai toccato un controller». Non ha bibliografia né note: le fonti compaiono a tratti nel testo. Il volume conta 193 pagine. Fa parte della collana Cultura POP, insieme a Non era solo sport.
Di cosa parla
Dietro ogni console che ha fatto la storia, c’era qualcuno convinto di essere invincibile.
Atari. Sega. Nintendo. PlayStation.
Dietro quei loghi non c’erano eroi. C’erano guerre aziendali, ego smisurati, tradimenti, fallimenti milionari e uomini convinti di poter controllare un’industria nata troppo in fretta.
Game Over racconta la parte più sporca del mondo dei videogiochi.
Dalla nascita di Pong fino al disastro della PlayStation 3, questo libro attraversa oltre trent’anni di ambizioni fuori controllo, decisioni folli e occasioni distrutte dall’arroganza.
- Il dirigente che trasforma Atari in una macchina senz’anima e contribuisce al crollo del mercato americano
- John Romero che, dopo Doom, si convince di poter dominare tutto… e brucia milioni inseguendo il proprio mito
- Ken Kutaragi che punta tutto sulla potenza della PlayStation 3 e sottovaluta un nemico più semplice e più vicino alle persone
- Fondatori che tradiscono le proprie aziende, inventori dimenticati e CEO capaci di perdere miliardi pur di non ammettere un errore
Queste non sono storie di successo. Sono storie di uomini brillanti che hanno costruito imperi… e li hanno distrutti con le proprie mani.
Perché nel mondo dei videogiochi non basta avere l’idea migliore. Non basta avere più soldi. A volte basta una sola decisione presa per orgoglio per cancellare anni di dominio.
Un viaggio documentato, crudo e senza filtri dentro l’industria che ha cresciuto milioni di persone. Dentro gli uffici dove sono nati capolavori. Dentro le riunioni che hanno cambiato il destino del gaming. Dentro le cadute che nessuna pubblicità ha mai raccontato.
Se ami i videogiochi, questo libro ti mostrerà cosa accadeva davvero dietro lo schermo mentre noi giocavamo.
Perché a volte il vero “Game Over” non appare sul monitor. Appare nella testa di chi pensa di non poter perdere.

